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La saggezza del dubbio

Abbiamo l’illusione che l’ordine dell’intero universo sia mantenuto dalle categorie del pensiero umano, nel timore che, se non ci atteniamo a queste con estrema tenacia, tutto scompaia nel caos.
Dobbiamo ripetere: memoria, pensiero, linguaggio e logica sono essenziali alla vita umana. Sono però solo una metà della salute mentale. Ma una persona, una società che sia sana di mente soltanto a metà è insana.
Considerare la vita senza le parole non significa perdere la capacità di formare le parole: di pensare, ricordare, progettare.
Tacere non significa perdere la lingua. Al contrario, solo attraverso il silenzio possiamo scoprire qualcosa di cui parlare. Chi parlasse incessantemente, senza fermarsi per considerare e ascoltare, si ripeterebbe ad nauseam.
Avviene la stessa cosa per quanto riguarda il pensiero, che in realtà è un parlare silenzioso.
Di per sé non è aperto ad alcunché di nuovo perché le sue sole novità non sono altro che riordinamenti di parole e idee.
C’è stato un tempo in cui il linguaggio si arricchiva costantemente di parole nuove, un tempo in cui gli uomini, come Adamo, vedevano le cose prima di dare a esse un nome. Oggi quasi tutte le parole nuove sono combinazioni di vecchie parole, perché non pensiamo più in modo creativo. Con ciò non intendo dire che dovremmo impegnarci tutti in invenzioni e scoperte rivoluzionarie. È questa la facoltà – sempre rara – di coloro che riescono a vedere l’ignoto e a interpretarlo.
Per la maggior parte di noi l’altra metà della salute mentale sta semplicemente nel vedere l’ignoto e goderne, proprio come possiamo godere la musica senza conoscere né come è scritta né come il corpo l’ascolta.
Certo, il pensatore rivoluzionario può andare al di là del pensiero. Sa che quasi tutte le idee migliori gli vengono quando il pensiero si arresta. Può accadere che abbia compiuto uno sforzo sovrumano per capire un problema secondo i vecchi modi di pensare solo per constatare l’impossibilità di riuscirci. Ma quando il pensiero si arresta esausto, la mente è aperta alla visione del problema così com’è – non come è verbalizzato – e lo comprende immediatamente.
Ma andare oltre il pensiero non è riservato agli uomini di genio. È accessibile a tutti noi nella misura in cui “il mistero della vita non è un problema da risolvere, ma una realtà da sperimentare “.

Alan W. Watts
La saggezza del dubbio
Ubaldini Editore

1 commento su “La saggezza del dubbio”

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