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La natura del risveglio spirituale e’ spesso fraintesa

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L’adozione di credo spirituali, l’aver visioni di Dio o di esseri celesti, l’abilita’ di canalizzare, di guarire, di prevedere il futuro o l’avere altri poteri paranormali (tutti fenomeni con un certo valore e che non vanno abbandonati) non sono la prova che sia avvenuto un risveglio spirituale in quelle persone che ne fanno l’esperienza. Possono accadere a persone che non si sono risvegliate e possono accompagnarsi a uno stato di risveglio oppure no.

Ogni mattina ci svegliamo dal sonno e dai sogni ed entriamo in uno stato che noi diciamo essere di veglia. Questo stato normale di veglia e’ caratterizzato da un continuo flusso di pensieri, molti dei quali ripetitivi. Ma allora da cosa ci risvegliamo quando avviene il risveglio spirituale? Ci risvegliamo dalla identificazione con i nostri pensieri.

Chiunque non si sia risvegliato spiritualmente e’ totalmente identificato e guidato dalla mente pensante, da quella voce nella testa che parla incessantemente. Il pensiero e’ compulsivo, non si riesce a fermarlo o cosi’ sembra. Crea anche dipendenza: non lo si vuole neppure fermare, almeno finche’ la sofferenza creata dal continuo rumore mentale, non diventi insopportabile. In uno stato non risvegliato invece di usare i pensieri, siamo usati da questi. Si potrebbe dire che si e’ posseduti dai pensieri, che non sono altro che condizionamenti collettivi della mente umana accumulati in migliaia d’anni. Non si vedono le cose cosi’ come sono veramente ma le vedete distorte o ridotte dalle etichette mentali, da concetti, da giudizi, opinioni e schemi reattivi. Il vostro senso di identita’, del se’, si e’ ridotto a una storia che vi continuate a raccontare mentalmente. Io e la mia storia! A questo si riduce la vita in uno stato non risvegliato. E quando la vita si riduce a questo, non potete mai essere felici a lungo, perche’ non siete voi stessi.

Questo allora significa che quando siete spiritualmente risvegliati smettete di pensare? Naturalmente no! In realta’ potete usare i pensieri in modo molto piu’ efficiente di prima, ma vi rendete conto che nel vostro Essere c’e’ una profondita’, una quiete viva e vibrante molto piu’ vasta dei pensieri. Questa e’ la consapevolezza e la mente pensante ne e’ solo un piccolo aspetto. Per molti la prima indicazione di un risveglio spirituale sta nel divenire consapevoli dei propri pensieri. Si diventa per cosi’ dire testimoni dei propri pensieri. Non si e’ piu’ completamente identificati con la mente e si inizia a percepire in se’ una profondita’ mai conosciuta prima.

Il risveglio spirituale e’ per la maggior parte delle persone un processo graduale. Raramente accade tutto in una volta. Quando questo accade di solito e’ spinto da un’intensa sofferenza. Cio’ e’ stato sicuramente vero nel mio caso. Per anni la mia vita altelenava tra la depressione e l’ansia acuta. Una notte mi sono svegliato in uno stato di tremenda e intensa paura, che non avevo mai provato prima. La vita mi appariva senza senso, un intralcio, ostile. Divenne cosi’ insopportabile da provocarmi ben presto un pensiero: non posso piu’ vivere con me stesso. Il pensiero andava ripetendosi piu’ e piu’ volte. Di colpo poi sono indietreggiato e ho guardato quel pensiero, cosi’ com’era e mi sono reso conto della sua stranezza: se non posso piu’ vivere con me stesso, vuol dire che siamo in due, uno sono io e l’altro e’ quello con cui non posso piu’ vivere. Quindi mi domandai: chi e’ qull’io e chi e’ quel me con cui non posso vivere? Non mi venne alcuna risposta e la mente smise di funzionare. Per un momento all’interno ci fu solo silenzio. Subito dopo mi ritrovai in un turbine, in un vortice di energia. Poi un’intensa paura mi catturo’ e il corpo si mise a tremare. Sentii dentro il petto queste parole: non fare resistenza. E poi mi sono sentito risucchiato nel vuoto. Le paure sono improvvisamente scomparse e mi sono lasciato cadere in quel vuoto. Non ho memoria di quel che accadde dopo.

Mi risvegliai il mattino dopo come se fossi appena venuto al mondo. Tutto mi appariva fresco, immacolato e intensamente vivo. Una quiete vibrante colmava tutto il mio essere. Mentre passeggiavo per la citta’ quel giorno, il mondo mi appariva come se fossi appena arrivato, il passato era totalmente assente. Mi trovavo in uno stato di meraviglia per la pace interiore provata e per la bellezza che vedevo fuori, anche in mezzo al traffico. Non mettevo piu’ etichette e non interpretavo piu’ le mie percezioni sensoriali, c’era una quasi completa assenza di commento mentale. Da quel giorno percepisco e interagisco col mondo in questo modo: dalla quiete e non piu’ dal rumore mentale. La pace provata quel giorno non mi ha piu’ abbandonato, anche se varia di intensita’.

All’epoca non avevo un riferimento concettuale che mi aiutasse a capire cosa mi era accaduto. Anni dopo mi sono reso conto che l’intensa sofferenza provata qella notte aveva spinto la mia consapevolezza a distaccarsi dall’identificazione con il se’ infelice, con il piccolo me sofferente, che non e’ altro che un’illusione della mente. Il distacco deve essere stato cosi’ completo che quel se’ sofferente e’ scomparso, come quando si toglie il tappo ad un giocattolo gonfiabile. Quel che rimase fu la mia vera natura, il sempre presente Io Sono: consapevolezza allo stato puro antecedente all’identificazione con la forma. Potete anche chiamarla pura consapevolezza o presenza.

Tratto da: portare la quiete nella vita quotidiana, Eckhart Tolle

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